giovedì 30 settembre 2010

Notte al museo: un film, un sogno o un’opportunità di lavoro?

Foto by zaqarbal


Il vostro sogno è quello di lavorare in un museo, nell’organizzazione di eventi artistici o magari nell’ambito dei beni culturali?

Per indirizzare la vostra esperienza, vi segnaliamo che entro il 28 Settembre è possibile iscriversi all’ottava edizione di MuSec – Corso di Perfezionamento in Economia e Management dei Musei e dei Servizi Culturali, organizzato dall’Università di Ferrara (Facoltà di Economia, Architettura, Lettere e Scienze) in collaborazione con ANMLI - Associazione Nazionale Musei Locali ed Istituzionali.

Il corso mira a riqualificare o formare risorse da inserire all’interno di musei, istituzioni e servizi dei beni culturali, fornendo loro le competenze necessarie alla gestione, all’organizzazione ed alla comunicazione di attività culturali.

MuSec è un corso che ha ottenuto diversi riconoscimenti ed ha ormai un respiro internazionale. Grazie al proprio network permetterà quindi ai partecipanti di realizzare un progetto applicativo, fornendo l'opportunità di accostarsi ad istituzioni culturali selezionate ed in particolare quelle della rete ANMLI.

I temi trattati dal corso comprendono:
- Economia della cultura;
- Strategie aziendali e sistemi di management;
- Contabilità e bilancio;
- Scelte organizzative;
- Forme giuridiche e implicazioni gestionali;
- Museologia, museografia e museotecnica;
- Parchi, musei naturalistici e museografia scientifica;
- Progettazione e gestione dell’attività museale ed espositiva;
- Architetture museali;
- Nuove tecnologie per la comunicazione e la documentazione;
- Gestione dei siti Unesco e management plan;
- Imprese culturali e imprenditoria privata.


Per maggiori informazioni vi rimandiamo al SITO

giovedì 23 settembre 2010

Prodotti sfusi vendesi


Vi ricordate le vecchie drogherie in cui si vendevano prodotti sfusi? Scomparse con la venuta della grande distribuzione che ha cambiato le abitudini di acquisto delle nostre famiglie, vedono ora una sorta di ritorno all’interno proprio della stessa GDO. Perché allora non copiare l’idea ed aprire un negozietto di prodotti sfusi? Visti i tempi ed il caro vita, questo genere di vendita risulta molto interessante per il pubblico e si allinea perfettamente con rispetto ambientale e risparmio energetico tanto ricercati ultimamente.

La caratteristica vincente di questi negozi sta infatti nel packaging, da riutilizzare più volte, che permette di acquistare la quantità di prodotto giusto per il proprio fabbisogno, senza più sprechi.

Il primo negozio di prodotti sfusi in Italia è stato avviato nel 2006 in Piemonte, mentre oggi ne vediamo molti altri in giro, come dicevamo all’interno di grandi iper. I prodotti che vanno per la maggiore sono diversi e vanno dall’alimentare (latte, caffè, olio e aceto, pasta, vino, frutta secca, caramelle) alla pulizia per la casa (detersivi e saponi).

Scegliendo prodotti di qualità, magari biologici o che valorizzano le produzioni locali, si è in grado di resistere alla crisi perché i consumatori dimostrano un forte interesse per prodotti salutistici ed ambientali, per così dire “a km zero”.

Un ritorno alle origini ogni tanto non farebbe proprio male…

giovedì 16 settembre 2010

Intervista a Marco Vannini: Chi fa da se fa per tre!


Oggi parliamo con il signor Marco Vannini che ci racconta come sia riuscito a 53 anni a reinventarsi dal punto di vista lavorativo.


Vannini ha passato 32 anni nella stessa azienda, all’interno della quale ha svolto diversi ruoli sempre in ambito tecnico: è partito dal ruolo di disegnatore meccanico a tecnigrafo, pioniere nell’uso del CAD 3D per la progettazione, per arrivare al marketing di prodotto, alla configurazione di prodotto, fino all’ultimo ruolo di buyer nell’ufficio acquisti, dove passa dalla ricerca di nuovi fornitori alla riduzione del numero di quelli esistenti a causa della crisi. Nonostante avesse più volte dimostrato le proprie capacità di flessibilità ed adattabilità a diversi ruoli, Vannini risulta troppo costoso, ha troppa esperienza, così l’azienda decide di non servirsi più di lui e di proporgli un servizio di outplacement per ricollocarlo.

Vannini comincia allora questo corso. In parallelo agli incontri ed ai colloqui per cercare lavoro, Vannini aiuta amici e parenti con piccoli lavoretti in casa, fin tanto da rendersi conto che le proprie capacità non sono poi così scontate.

Entrato in casa di un cliente per sostituire un rubinetto, era stato infatti capace di occuparsi poi dell’impianto elettrico, di restaurare un mobile, sistemare un affresco sporco, montare mobili, imbiancare, risistemare le finestre e via dicendo.

Durante le sessioni di outplacement decide quindi, con la psicologa del lavoro, di esplorare l’ipotesi di mettersi in proprio e cominciare un lavoro autonomo. Raccoglie informazioni presso un centro CNA per capire se e come sia possibile maturare gli ultimi anni di lavoro da collegare ai precedenti, per poter andare in pensione.

Apre allora la partita IVA e si organizza con un sito Internet dedicato alla propria attività, mentre il qualcuno della CNA parla di lui con un giornalista de La Repubblica, che lo chiama ed il giorno dopo pubblica un articolo su di lui. Naturalmente questo gli fa pubblicità: capita che alcune persone leggano e si segnino il suo nome per poi chiamarlo al momento del bisogno. Tra i suoi clienti ora c’è anche un residence, che per timore di perderlo gli propone un contratto.

Una mossa di comunicazione vincente, poi, si è rivelata lo scrivere un mini curriculum formato biglietto da visita, che ha distribuito durante una fiera, tanto che un’azienda lo ha contattato per chiedergli una consulenza in qualità di project leader.

Oggi Vannini alterna il faidate al disegno industriale, con risultati economici soddisfacenti. Guadagna circa come prima ma il ricavo, dice, è per ora un problema secondario: gusta il sapore di fare quello che gli piace, senza più dover fare quello che vogliono gli altri. E’ molto meno stressato ed ha molte più soddisfazioni.

Continua inoltre ad investire sulla propria formazione: ha seguito un corso “esperto per la gestione strategica dei processi aziendali” riuscendo a superare una stretta selezione, che gli ha permesso di completare le proprie competenze. Presto avrà l’esame finale.

Vorremmo quindi fargli i nostri migliori auguri ed i nostri complimenti!

C’è davvero da prendere spunto…

Vi segnaliamo il suo SITO WEB

lunedì 13 settembre 2010

Intervista: Alessandro Battaglini ed il cortometraggio


Oggi vi raccontiamo l’esperienza di Alessandro Battaglini (foto), che ha conseguito una laurea triennale in DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) indirizzo cinematografico-televisivo seguita da un Master in Economia e Management della Cultura.


Appassionato del mondo cinematografico ed in particolare del cortometraggio, dal 2005 ad oggi ha svolto diversi lavori, in azienda o presso hotel ed ha passato anche un periodo in Inghilterra, dove ha scoperto una realtà lavorativa diversa, che affida ai giovani non solo maggiori opportunità, ma anche più responsabilità rispetto a quelle che vengono date loro nel nostro Paese.

Ad Alessandro viene infatti data la carica di Direttore della sezione cortometraggi all’interno di un importante Film Festival britannico e gli viene affidato un team di 3 persone da gestire in completa autonomia.

Rientrato in Italia, pensava che questa esperienza potesse risultare interessante, che gli avrebbe dato modo di essere preso in considerazione, mentre in realtà si scontra con la dura realtà: nessun contatto, nessuna chiamata. Alessandro non è interessante.

L’ambito lavorativo da cui proviene non è visto positivamente dalle aziende, che non lo prendono sul serio, non investono su di lui, vedono il mondo della cultura come essenzialmente legato ad una passione personale, piuttosto che ad un lavoro reale.

Il confronto, poi, tra l’ambiente lavorativo inglese e quello italiano, non vede uscire positivamente il nostro paese agli occhi di Alessandro: in Inghilterra i rapporti tra colleghi sono più chiari, più facili, più veloci (forse più professionali? Ndr).

Il ragazzo però non si perde d’animo e, con la voglia di fare della sua giovane età, decide di perseguire e realizzare un’idea, un sogno nel cassetto che gli ronza in mente già da un po’.

Dopo aver eseguito un’auto analisi ed aver individuato le proprie capacità, le aree distintive, i propri punti di forza, decide di fondare un’associazione culturale senza scopo di lucro, finalizzata alla promozione ed allo sviluppo di un mercato del cortometraggio in Italia.

Sta lavorando per dare un’impronta giovane ed internazionale alla propria associazione, prevedendo team di lavoro con persone provenienti da diversi Paesi europei. Mentre continua la ricerca di soci, in cantiere ci sono già vari progetti: uno di questi, sicuramente il più ambizioso, è quello di dar vita ad un Film Festival Internazionale del cortometraggio, la cui organizzazione occuperà persone in maniera stabile, creando posti di lavoro, con stage all’estero e creazione di valore (derivante dalla ricaduta turistica e di immagine) per i luoghi in cui tutto questo si svolgerà.

Alessandro si è scontrato finora con una realtà del lavoro, quella del campo artistico, molto difficile: gli sono stati pagati 8 mesi su 5 anni di lavoro.

Gli auguriamo quindi di riuscire a far decollare la propria idea e di realizzare tutti i propri progetti. Ci proponiamo di restare in contatto con lui e di farvi sapere come andrà nei prossimi mesi.

giovedì 9 settembre 2010

La vostra vita è un fumetto? Disegnatela!


Chi di noi non ha il proprio fumetto del cuore? Topolino, Diabolik, Lupo Alberto… tanti personaggi che hanno accompagnato la nostra crescita e forse ancora divertono i nostri momenti di relax. Se siete appassionati del genere, se durante le telefonate la vostra penna schizza disegnetti carini o se avete inventato un personaggio interessante prendendo magari spunto proprio dalla vostra vita quotidiana, perché non provare a dedicarsi seriamente all’argomento?

Ci sono scuole e corsi di formazione specializzati, che servono non solo per affinare le necessarie doti naturali, ma forniscono nozioni fondamentali sulla storia dell’evoluzione degli stili e delle tecniche, sulla preparazione degli schizzi e della sceneggiatura, per poi approfondire tematiche tecniche come la digitalizzazione dell’immagine tramite strumenti informatici specifici.

Ecco qui alcune scuole, anche internazionali, oppure corsi meno impegnativi:
Scuola del Fumetto
Scuola Comics
Corsi fumetto

lunedì 6 settembre 2010

Quando finiscono gli ammortizzatori sociali... torna in auge l'uomo "integrale" del Rinascimento!

Foto by idlphoto

Aiutaci a stilare un “Libro bianco” delle nuove professioni


In una società in rapida trasformazione, scossa da sempre più frequenti terremoti e scossoni a livello sociale e lavorativo, è oggi più che mai vitale esplorare il futuro delle professioni per aiutarci a costruirlo.

Ricollocazione “over 40 e 50”
Recessione, ridimensionamento, mobilità, cassa integrazione... ci stanno velocemente abituando a trovare un'alternativa di vita che non disperda esperienza e professionalità acquisite in anni di lavoro. Al contrario, che ne faccia tesoro. Per far fronte alle situazioni più critiche - che spesso si verificano dopo i 40 anni - e tradurre un “distacco” in “opportunità” - è oggi imperativo stimolare creatività e iniziativa per creare nuove attività lavorative.

La “Job creation”
Mettere in atto la Job creation - la capacità di creare nuovi posti di lavoro - vuol dire utilizzare le nostre doti d'intuizione, d'inventiva, di mobilità, anche geografica, per individuare e sfruttare quei settori che rispondono ai nuovi bisogni della società (spesso è proprio l'offerta di un servizio che fa affiorare la domanda, fino ad allora latente) e diventare lo “specialista” di oggi, cioè lo specialista del cambiamento che si aggiorna e si riqualifica continuamente. Un uomo intero, non più quello “parziale”, super-specializzato in un unico settore. Perché oggi, più che mai, le conoscenze specialistiche devono far parte di uno scenario di più ampio respiro.

Adeguarci ai cambiamenti
Alla base del nostro futuro lavorativo, in primo luogo sta, dunque, una cultura della flessibilità, dell'innovazione, dell'internazionalità, con un'attenzione continua ai cambiamenti - tecnici, economici, sociali – che ci permetta di anticiparli per diventare attori, non solo spettatori, di una scena in continua evoluzione. Con una mente interdisciplinare, aperta alla scienza ma anche al lato umanistico, alla tecnologia ma anche alla storia, al mercato, alla finanza, potremo più facilmente realizzare quello che oggi chiamiamo pensiero “globale”, ma che altro non è che il ritorno all' “Uomo integrale” del Rinascimento. Questo non vuol dire che dobbiamo sapere tutto di tutto, né essere dei Lorenzo de' Medici o dei Leonardo da Vinci, ma, se non vogliamo tornare al Medio Evo, oggi è indispensabile inserire le specializzazioni in un quadro più vasto.

Cambiare rotta
Ma dove cercare “nuovi” lavori che ci consentano di continuare la nostra carriera professionale sviluppando la vasta gamma di potenzialità che abbiamo dentro di noi? “Torniamo all'antico, sarà un progresso” diceva Giuseppe Verdi già due secoli fa. Un discorso valido anche nel 2010, perché oggi possiamo riscoprire il tradizionale alla luce delle nuove tecnologie e logiche di mercato. Teniamo ben presente che lavoro autonomo, artigianato e micro-imprese occupano una fetta rilevante nel mondo del lavoro.

Un “libro bianco” delle nuove professioni
Alla luce dell' aforisma di G.B.Shaw...

“Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo,
allora tu ed io abbiano sempre una mela per uno.
Ma se tu hai un'idea e io ho un'idea e ce le scambiamo,
allora abbiamo entrambi due idee”....

...e per svolgere al meglio la sua mission focalizzata su rapporti umani, etica e solidarietà, H.R. Services Net intende costituire un “libro bianco” delle nuove professioni o delle professioni emergenti che possa servire da spunto per tutti coloro che stanno sperimentando situazioni critiche – in particolare gli over 40–50 – e che proprio in età matura posso riscoprire un talento sopito e realizzare progetti accantonati per obblighi prioritari.

HR Services Net chiede, quindi, a tutti coloro che hanno idee, proposte, esempi di realtà, attività già in atto, ecc. di segnalare alla mail blog.hrservicesnet@gmail.com

Testo di Cecilia De Gregori

giovedì 2 settembre 2010

Franchising per non superstiziosi



Sapete qual è uno dei settori più immuni alla crisi?

Quello delle pompe funebri.

Leggiamo di una di queste ditte, che non risente della situazione economica, il cui proprietario cerca affiliati per la propria attività in franchising. Dice che nessuno, nonostante le varie pubblicità, si fa avanti volonteroso per aprire la propria agenzia.

Il proprietario è ormai convinto che in realtà oggi manchi lo spirito imprenditoriale, che non si tratti della forma organizzativa franchising o del settore di attività, che appunto sarebbe vincente. Sconsolato constata la mancanza di attitudine al rischio, all’assunzione di responsabilità, al raggiungimento degli obiettivi…

e voi siete superstiziosi o credete che iniziare una nuova attività oggi sia impossibile?
Avete mai pensato di aprire un’agenzia di pompe funebri?

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