lunedì 28 febbraio 2011

Diamoci all’erba… aromatica!

foto by Marcolino's

Il settore del benessere e quello della gastronomia hanno già da tempo in comune la ricerca di materie prime di origine naturale, spesso biologica, per i trattamenti di bellezza e per la realizzazione di prodotti alimentari dagli aromi particolari. Elemento comune ad entrambi i settori sono quindi le erbe aromatiche e le piante officinali, che suscitano interesse non solo in Italia ma anche nei paesi europei.

Gran parte delle erbe che vengono utilizzate dalle industrie italiane risulta infatti di provenienza straniera, dal momento che la produzione nostrana risulta non sufficiente a coprire il fabbisogno officinale italiano.

L’idea di dedicarsi a questo genere di produzione può essere interessante sia per aziende agricole di medio-grandi dimensioni, sia per coloro che abbiano a disposizione uno spazio di terra ridotto. Il tipo di prodotto offerto dovrà però essere differente per ottimizzare il risultato economico.

Guardando alla gamma di prodotti finali che derivano dalle piante officinali, vediamo che questi vanno da bevande come infusi e tisane oppure sciroppi e liquori, fino a prodotti cosmetici come profumi, creme, oli ed essenze o pot-pourri profumati per la casa.

Diverse specie possono permettere di realizzare aromi differenti per uno stesso prodotto se avete voglia di specializzarvi. In ogni caso bisogna scegliere quali piante coltivare e decidere a quali erbe dedicarsi sulla base di vari fattori, tra cui in primis la zona in cui ci si trova. È importante capire quali sono le varietà che crescono naturalmente, dal momento che sarà più semplice coltivarle e che si potrà puntare sulla valorizzazione del territorio. Si dovranno poi cercare di capire le tendenze del mercato, che non sono sempre facili da individuare.

Bisogna inoltre capire quanto investire e quindi come impostare questo tipo di attività. Il mercato delle erbe officinali vede player di grandi dimensioni, che sono in grado di offrire un’ampia gamma di prodotti di alta qualità. I clienti tipicamente ricercano infatti un livello qualitativo notevole, a prezzi che devono tener testa alla concorrenza internazionale. Per questo motivo un’organizzazione di medio-grandi dimensioni può competere più facilmente ed offrire più prodotti, ma richiedere più investimento. Chi sia in grado di produrre quantitativi ridotti può avere convenienza a non attrezzarsi per la lavorazione delle erbe, ma puntare sulla fornitura di erbe fresche all’ingrosso. In questo modo sarà compito di chi acquista trattare la lavorazione per ottenere il prodotto finale.

Per imparare le proprietà delle erbe e gli usi che se ne possono fare, vengono organizzati corsi sia da associazioni che da enti diversi in tutta Italia.

lunedì 21 febbraio 2011

Ristoratori si, ma a Km 0

foto by ed_milla

Sentiamo molto spesso parlare di Km 0 ma… che cosa significa? E soprattutto come possiamo tradurlo in un lavoro?


Km 0 è sinonimo di un modo di fare impresa intelligente e sensibile alle esigenze dell'uomo e dell'ambiente, che si rispecchia nel sostenere l’agricoltura locale e nel tutelare il territorio. Se operate nella ristorazione o vi piacerebbe entrare nel settore, potete oggi pensare di dar vita ad un ristorante a Km 0.

La tendenza in atto è infatti sempre più quella di scegliere un'alimentazione sana per la propria famiglia, così come cresce l’attenzione rivolta a ciò che si mangia durante la pausa pranzo fuori casa, forzatamente breve e veloce. Scegliere cibi naturali e di stagione, provenienti da produttori locali, è proprio una delle caratteristiche chiave della ristorazione a Km 0, che si basa su piatti e vini preparati solo ed esclusivamente con i prodotti agricoli coltivati nelle zone limitrofe. Le zone di produzione non devono cioè superare i 70 km di distanza dal luogo di consumo degli stessi prodotti.

Dal punto di vista del ristoratore, la "filiera corta" produttore-consumatore è remunerativa grazie ai trasporti più brevi ed alla riduzione degli imballaggi, permette di mantenere prezzi più bassi e di garantire la freschezza dei prodotti. Può essere vincente anche l’idea di far riscoprire sapori e ricette della zona.

Chi decida di aprire un ristorante a Km 0 può richiedere finanziamenti pubblici ed entrare a far parte di circuiti tematici, che possono aiutare ad avere visibilità. Entrare in contatto poi con associazioni che mirano alla valorizzazione del territorio può essere di aiuto per promuovere la propria attività.

Potreste poi decidere di specializzarvi e dedicare il ristorante ad uno specifico piatto, come avviene per le pizzerie o le spaghetterie o ad uno specifico tipo di cucina, come ad esempio biologica o vegetariana. Potreste poi organizzare una rete di vendita di prodotti locali attraverso il vostro ristorante.

mercoledì 16 febbraio 2011

Questo lavoro è un trucco!


All’interno del settore estetico, troviamo la figura professionale del visagista e truccatore.
Si tratta di un professionista qualificato, che deve conoscere non solo le varie tecniche che permettono di esaltare le caratteristiche del viso, ma anche la dermatologia e la chimica di base. E’ richiesta infatti la conoscenza delle varie reazioni della cute a contatto con i cosmetici ed i prodotti utilizzati, dal momento che oltre all’applicazione del trucco il visagista si dedica spesso a quella di trattamenti legati a diversi problemi dell’epidermide, di cui deve quindi conoscere tutte le varie tipologie.
Oltre ad operare in diversi settori dell’estetica, il visagista può dedicarsi al mondo dello spettacolo e realizzare trucco per teatro, cinema e televisione.
Ci si può specializzare nel trucco da sposa, in quello delle diverse epoche storiche, oppure imparare tecniche correttive che utilizzano i chiaro-scuri pittorici.
Il visagista può poi decidere di entrare nel campo della moda.
I corsi di base trattano tipicamente di anatomia del viso, estetica e visagismo. Si imparano a conoscere apparato scheletrico, articolazioni, cute e muscoli. Così come dermatologia, detersione del viso, pulizia della pelle, geometria delle sopracciglia o epilazione del viso.
Per quanto riguarda il trucco, le materie tipiche riguardano i materiali, le varie fasi, le forme del viso e le correzioni, diversificando trucco da giorno, da sera o da sposa.
Se invece ci si vuole specializzare, come dicevamo, nel campo dello spettacolo, ci sono corsi che insegnano la storia del costume, del cinema, del teatro e forniscono conoscenze tecnico-pratiche come tecniche di ripresa fotografica e video per capire gli effetti della luce sul viso.
Si possono imparare inoltre il trucco nelle varie epoche, trucchi di invecchiamento teatrale, cinematografico, trucco da sfilata e ultime proposte moda.
I visagisti possono lavorare in proprio o trovare una collocazione presso centri estetici, centri benessere o presso compagnie teatrali.

Ecco dove potete trovare corsi di formazione:
Assofram
Adap formazione
CSF

lunedì 7 febbraio 2011

Anche i medici hanno bisogno di assistenza

foto by Gov/Ba

Sono molte le specializzazioni tra cui un medico può decidere di scegliere, ma tutte hanno una cosa in comune: necessiteranno di assistenza nel momento in cui il professionista si accingerà a lavorare. Il mestiere che quindi vi proponiamo oggi, è quello di segretario di studio medico.

I compiti di questo tipo di segretariato sono molto diversi a seconda della suddetta specialità medica in cui ci si trovi ad operare come ad esempio oculistica, dermatologia, dentistica o pediatria. Permanentemente in contatto con medici e paramedici, questa figura deve conoscere non solo le specificità di tali professioni, ma le regole etiche e deontologiche della classe medica come ad esempio il segreto professionale. Oltre ad avere a che fare con il singolo dottore, svolgendo questo lavoro si entra in contatto con il Sistema Sanitario Nazionale e con enti di assistenza medica e sociale.

I compiti di questa figura sono infatti non solo quelli di supportare il lavoro dei medici gestendo appuntamenti, dando assistenza telefonica ed informazioni ed organizzando eventi medico-scientifici. La capacità di accogliere fisicamente e telefonicamente i pazienti e di gestire attesa, urgenze e conflitti è solo una tra le conoscenze richieste.

I corsi che preparano a tale ruolo vertono infatti su quattro macro aree: Segreteria e Comunicazione, Formazione socio-sanitaria, Biologia e Medicina, Informatica. Eccone un elenco tipico:

1) Come accogliere e gestire i pazienti
2) Le professioni mediche e la deontologia
3) Introduzione alla biologia del corpo umano
4) Il computer e il suo ambiente
5) Gestione e organizzazione dello studio medico
6) La malattia: aspetti previdenziali e legislativi
7) Terminologia medica
8) Il trattamento del testo
9) Corrispondenza medica e professionale
10) Prevenzione, diagnosi e terapia
11) Foglio elettronico, Internet e e-mail
12) Istituzioni sanitarie e sociali
13) Specialità mediche
14) Il software per studio medico

Corredati da esempi pratici che riproducono situazioni reali tipiche, questi corsi possono rappresentare un’idea per reinventarsi in un settore che non conosce crisi grazie all’invecchiamento progressivo della popolazione ed all’importanza data alla prevenzione.

Ecco dove trovare corsi di formazione:
Centro europeo
Il portale dei corsi
Blog
Corsi professionali
Docetonline
Emagister

mercoledì 2 febbraio 2011

Cinofili? Diventate Istruttori!

foto by easyrab

Siete appassionati di animali e di cani in particolare? Avete mai pensato di trasformare la vostra passione in un lavoro? Sappiate che esistono numerosi corsi, di vari livelli, che permettono di diventare Istruttori Cinofili. Chiariamo meglio per chi non sia ferrato in materia.

Mentre l’Educatore Cinofilo si occupa della pedagogia del cane, ovvero della formazione del carattere e di far emergere le abilità sociali dell’animale per vivere in famiglia e nella comunità, gli standard del CSEN-CONI identificano l’Istruttore Cinofilo come colui che si occupa di Pet Partnership, cioè delle aree di specializzazione della coppia cane-conduttore e di problemi di comportamento. Oltre a queste figure, esistono poi gli specialisti di Pet Therapy oltre ai veri a propri gestori di Centri Cinofili.

I corsi per diventare Educatori o Istruttori presentano vari standard di formazione e tecniche anche molto differenti. Molti di essi sono gli uni propedeutici agli altri a seconda della professionalità che si vuole raggiungere e spesso prevedono un tirocinio al termine.

Ci sono poi numerosi corsi di specializzazione, stage ed eventi formativi che permetteranno di focalizzarsi sugli aspetti preferiti della materia, come ad esempio:

- Puppy Class
- T-Touch
- Nose work: esercizi di fiuto nell'educazione e nella rieducazione comportamentale del cane
- Zooantropologia didattica: come strutturare un ciclo di interventi nelle scuole elementari e medie; educazione ambientale ed al rapporto uomo-animali
- Workshop di Attivazione Mentale del cane
- Specializzazione in Agility Dog
- Specializzazione in Obedience
Anche senza una “specializzazione” scegliendo i corsi giusti è possibile iniziare a lavorare già dopo un anno di formazione, dal momento che la didattica prevede percorsi personali, dimostrazioni, esercitazioni, coaching di gruppo e presenza di supervisori.

Ecco dove potete trovare corsi di formazione:

Il mio cane  
Think Dog
eMagister

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