giovedì 28 aprile 2011

CV: gli esempi da NON seguire - parte 2


Eccoci di ritorno dalle ferie di Pasqua. Sperando che siano state il più possibile serene per tutti, vi proponiamo oggi la seconda puntata degli esempi da non seguire nella preparazione del vostro Curriculum Vitae.
In particolare vediamo la sezione dedicata alla propria presentazione.
Buon divertimento! :-)


Capelluto puntuale
Non sono calvo e ho il fisic du rolex.

Pinocchio
Sono un tipo piuttosto longilineo.

I nostri eroi
Mio padre è stato ufficiale della Guardia di Finanza, che salva più vite umane degli stessi medici e a rischio della propria.

Gerarchie
Stato di famiglia: padre, madre, fratello inferiore.

Per le mamme siamo sempre bambini
Ho due bambini piccoli di 12 e 18 anni.

Parentado colto
Circa trenta dei miei parenti sono laureati, come il fratello di mia madre. Circa venti dei miei parenti sono diplomati alle scuole medie superiori.

Vocazione familiare
Sono sposato ragioniere, mia moglie è ragioniera, i miei figli ragionieri.

Parenti d’acciaio
Il marito di una cugina di mio padre da parte di mio nonno paterno era ingegnere.

Tira e molla
Mi sono separato, poi divorziato, poi risposato poi ancora separato, adesso non ci casco più.

Culturista
Alto: 1.83; pesante:60 kg. Miei punti di forza: bicipite 40 cm in trazione, torace 140 cm, capacità inspiratoria 10 litri.

Bidonato
Ho sposato un’ereditiera che però non ha mai ereditato.

Sa anche contare!
Se prima eravamo in due, adesso col bambino siamo in tre.

Scoppia di salute
Di salute sto più che bene, e posso migliorare dopo quattro piccoli interventi chirurgici.

Buongustaio
Qui ora c’è la parte più appetitosa del mio curriculum.

Figlio di calcolatrice
Ritengo di essere di natura contabile.

L’arcobaleno
Come potete vedere il mio è un curriculum variopinto.

mercoledì 20 aprile 2011

Voglia di benessere? Rispondiamo con prodotti sanitari.

foto by narice28

Quante volte vi è capitato di acquistare prodotti ortopedici o più in generale sanitari?
Probabilmente se facciamo mente locale, ci accorgeremo che siamo ricorsi a questo genere di prodotti più volte di quanto non pensassimo.

I negozi specializzati hanno infatti oggi una gamma molto ampia di articoli, che permette di soddisfare non solo necessità legate ad infortuni, riabilitazione e tutto ciò che è legato ad eventi traumatici o all’età avanzata, ma anche alla ricerca di benessere più in generale.

Se pensiamo infatti ai vari target potenzialmente interessati, troviamo anche mamme attente alle esigenze dei propri bambini piccoli o ancora in gravidanza, giovani amanti del fitness o semplicemente persone che siano sensibili all’argomento ergonomia e che cerchino materiali ed oggetti più tecnici per la propria salute e per il proprio benessere.

Pensando di aprire un negozio di sanitari, non bisogna sottovalutare la possibilità di stringere convenzioni con le ASL o di diventare fornitori di riferimento per ospedali, centri per anziani e case di cura pubbliche o private. Posizionandosi strategicamente in una location vicina, quest’ultima opzione può essere davvero fonte di rapida crescita per il negozio.

Ci riferiamo ad un negozio reale, ma anche in questo settore non manca chi si organizza per aprire un negozio virtuale su Internet e vendere i propri prodotti tramite un sito di e-commerce. Molti prodotti di questo settore si prestano infatti a vendite a distanza, essendo anche di qualità elevata e garantita.

L’offerta di vendita via Web può essere vista come un servizio aggiuntivo offerto ai propri clienti, partendo dalla quale si possono organizzare campagne marketing ed offerte speciali, magari avendo una cura particolare per il design dei prodotti offerti.

Per differenziarsi dalla concorrenza, potreste poi aggiungere un servizio di consegna a domicilio che sarebbe sicuramente apprezzato da tutti i clienti.

venerdì 15 aprile 2011

Mettiamoci nei pasticci

foto di Mammaoca2008

Recentemente abbiamo parlato di crepes e di come aprire un chioschetto o un piccolo locale possa essere un’idea per mettersi in proprio. Abbiamo ricevuto un commento che ci ricorda che in Italia funzionano soprattutto le crepes alla Nutella.


Questo ci fa pensare al fatto che in effetti gli italiani siano un popolo non solo di buongustai, ma anche di golosi e che ci possano essere altre idee per aprire un proprio negozio. Pensiamo ad esempio a… una pasticceria!

Da golosi per sfizio a golosi imprenditori dunque. Fare il pasticcere è non solo un mestiere che si tramanda di generazione in generazione, ma anche che può essere messo in piedi ex novo.

Se amate cucinare e sognate di esprimere la vostra creatività con decorazioni fantasiose o abbinamenti golosi, rimboccatevi le maniche e cominciate ad organizzare il vostro locale.

Non si può infatti nascondere che sia un lavoro impegnativo, dal momento spesso si è impegnati anche durante il fine settimana e la giornata lavorativa comincia in piena notte.

Con qualche sacrificio però l’attività darà soddisfazioni, anche dal punto di vista economico.

Il ricarico che infatti si può applicare su alcuni prodotti è molto alto e se ci si organizza in famiglia, senza ricorrere a personale esterno se non saltuariamente, si possono ottenere buoni guadagni. Il negozio può poi rivelarsi utile anche per fornire occupazione in famiglia, in un periodo in cui non è così facile trovare posti di lavoro per tutti.

L’aumento dei consumi dei dolci fa ben sperare per questo tipo di attività, che può essere aggiunta a quella già avviata di forni e panifici e che può essere affiancata da un angolo bar per offrire ulteriori prodotti. Quest’ultimo può essere un buon modo per operare in zone meno trafficate o nelle quali non ci sia un elevato consumo di pasticceria fresca.

A seconda dunque delle dimensioni del locale potrete decidere se organizzarvi con il solo laboratorio per la preparazione di prodotti artigianali ed un locale per la vendita al pubblico o se aggiungere il bancone del bar.

Le spese per far partire un’attività di questo genere sono quindi legate soprattutto al locale (affitto e arredamento) ed alle attrezzature, sempre che si sia in grado di far fronte da soli alla produzione.

Se non si hanno infatti le competenze tecniche per cucinare – ricordiamo che la pasticceria richiede una grande precisione, uno studio specifico e tanta pratica – si dovrà ricorrere ad un pasticcere professionista che dovrà essere stipendiato. Si consiglia quindi un avvio graduale dell’attività a seconda degli spazi a disposizione e dei budget.

Come per ogni altro negozio è importante la scelta della location, che dovrà essere il più possibile frequentata (il centro commerciale è sempre una buona opzione) e non si deve sottovalutare il fatto che, nel momento in cui si decida di ampliare il locale e quindi di trasferirsi, ci si trovi di fronte al rischio che la clientela non vi segua e si debba ricominciare a crearsi una notorietà in una zona diversa dalla precedente. Quindi se possibile sarebbe meglio cercare di non allontanarsi troppo.

E’ consigliabile anche cercare di instaurare relazioni con i ristoratori circostanti. Molto spesso infatti, mentre gli altri piatti del menu vengono preparati dal cuoco del locale, i dolci vengono commissionati a pasticceri professionisti esterni. Un ottimo modo quindi per ampliare il proprio giro di affari.

Se dunque vi sentite in grado di produrre dolci unici, magari creando un vostro personale prodotto che caratterizzi la vostra pasticceria, con offerte speciali ed eventi organizzati presso il vostro locale, come ad esempio degustazioni gratuite, siamo certi che potrete ottenere grandi soddisfazioni.

mercoledì 6 aprile 2011

CV: gli esempi da NON seguire - parte 1



Un cacciatore di teste ha pubblicato recentemente un libro che raccoglie tutte le frasi più ridicole incontrate durante la propria carriera, scritte all'interno dei Curriculum Vitae che gli venivano sottoposti.
Ve le riportiamo, divise in alcuni post, per farvi degli esempi da non seguire e, perchè no, per divertirci un poco insieme :-)

L’ESORDIO


L’alfabeto?
Sono un laureato in economia e commercio, vi scrivo perché voglio diventare un manager con la A maiuscola.

Col binocolo
Ho visualizzato la Vs. inserzione leggendola sul giornale.

Poliziesco
Allego alla presente il mio identikid.

Infiltrati
Vi chiedo di essere infiltrato nella vostra Banca dati.

Aiuto!
Prendo sputo dalla vostra inserzione.

Station wagon
In risposta al Vostro annuncio premetto che dispongo di un ampio bagagliaio
d’esperienza.

Lacrime amare
Mi sono impelagato in un lavoro che fa piangere.

Saldi
Sono in offerta speciale perché tra due giorni mi dimetto.

Non vale un gran che
Allego un breve straccio del mio curriculum.

Curricula forati
Se nel mio curriculum trovate due buchi è perché ho avuto due figlie.

Just in retard
Spero di essere ancora “just in time” per inviarvi un curriculum, anche se sono passati 32 giorni dall’inserzione.

L’africano
Mi è giunto il tam-tam della vostra ricerca.

Avrà sonno
Vi farò una breve ricapitolazione del mio bedground.

Barbiere di Siviglia
Volete un venditore coi baffi, pelo e contropelo?

Fiaba
C’era una volta un laureato in filosofia al primo impiego che cercava lavoro.

Demenziale
Vi ringrazio del Vs. invito, ma siccome ci ho ripensato, non accetto inviti da sconosciuti.

Superalcolica
La vostra offerta mi inebria.

Magellano
Vi allego una breve ma mi auguro chiara circumnavigazione delle mie esperienze professionali.

Modesto
La mia può sembrare un.Odissea, ma Ulisse in confronto non è nessuno, ho viaggiato per tutta la vita.

Tascabile
Il mio curriculum è breve e potrebbe stare nel palmo di una mano: sono monoaziendale.

Salomè
Non ho segreti, vi scrivo senza veli.

San Giovanni
Ecco la mia testa su un piatto d’argento.

La piovra
La vostra inserzione è tentacolare.

Coerente
Sono perito agrario ancora in erba.


Per chi fosse interessato, il libro è di Enza Consul e si intitola "La mia azienda sta stirando le cuoia - mille curricula ridicula dell'Italia che cerca lavoro", edito da Sperling & Kupfer.

venerdì 1 aprile 2011

Oggi il business è temporary



La comparsa dei negozi temporanei – i cosiddetti temporary shop – in Italia, risale già ad alcuni anni fa. Diffusi soprattutto a Milano, stanno pian piano prendendo piede anche in altre città e Regioni d’Italia.

Ma che cosa è un temporary shop?

Si tratta di un negozio che viene aperto per un periodo di tempo ben preciso - che può essere un mese, una settimana o anche solo un giorno - per offrire prodotti specifici o particolari.

Molto meno impegnativo di un negozio tradizionale, gioca sull’effetto sorpresa e su varie leve di marketing tanto da avere spesso un contatore o un orologio ben evidente all’interno dello spazio, per calcolare quanto tempo manchi alla chiusura del negozio stesso.

Come tante altre tendenze, anche questa arriva in Italia direttamente dagli Stati Uniti, dove si tratta ormai di una tendenza consolidata tanto da fare nascere e morire negozietti quasi esclusivamente durante periodi di festa che prevedono l’acquisto di regali o oggetti speciali, come Natale o Halloween.

Che cosa serve dunque per poter aprire un temporary shop?

Oltre al tempo per dedicarsi al progetto, serve innanzi tutto trovare uno spazio, una location, di proprietà o meno, che ospiti il negozio. Su Milano esistono ormai agenzie che offrono spazi dedicati a questo scopo. In questo caso non si parla di affitto ma di contratto di servizio, molto più semplice e conveniente.

Serve poi pubblicizzare il negozio in maniera massiccia. Oltre a studiare bene la posizione dello spazio, preferendo una zona ricca di esercizi commerciali e di vita sociale, è bene far apparire la vendita come un evento unico e irripetibile.

Dietro questa tendenza, che sicuramente rispecchia anche una dinamica del mercato attuale incostante e se vogliamo senza più regole precise, si cela anche un vero e proprio strumento di comunicazione e marketing per le aziende.

Creando un happening immancabile, dando al cliente la sensazione di partecipare a qualcosa di speciale, si fa leva non tanto su un discorso di fidelizzazione, bensì su una tensione di acquisto compulsivo e sulla vanità che spinge a poter dire “io c’ero!”.

Naturalmente per poter far questo è necessario mettere a punto il negozio studiandone tutti i minimi particolari, con un’attenzione professionale ad esempio per il visual merchandising.

Il temporary shop può poi essere utile all’azienda per testare nuovi prodotti prima dell’immissione sul mercato.

I vantaggi dal punto di vista aziendale – da notare che un’azienda può partecipare anche in qualità di sponsor di un evento/negozio – sono dunque chiari.

Ma quali sono i vantaggi o gli svantaggi per il consumatore?

I temporary shop offrono prezzi più bassi di quelli che si troverebbero in negozi normali.

Questo è il primo e più importante punto di forza di queste iniziative, che si aggiunge alla novità o all’originalità dei prodotti in vendita, quindi alla possibilità di possedere qualcosa di unico e di partecipare divertendosi – come dicevamo - ad un evento.

Se vogliamo paragonarli ad un outlet, che di norma presenta prezzi altrettanto più bassi rispetto alla media, vediamo che mentre gli outlet offrono beni di collezioni precedenti (pensiamo ai capi di abbigliamento), i temporary shop danno la possibilità di acquistare capi della collezione attuale, nuovi e senza difetti di fabbrica.

Il trucco sta appunto nel creare una lotta contro il tempo per accaparrasi i pochi pezzi disponibili.

Ed alle volte non è per nulla semplice per il consumatore, dato che non è possibile prevedere con certezza dove spunterà il negozio temporaneo. In certe zone di Milano è ormai chiaro che certe location sono adibite a questo scopo (su Internet troviamo anche siti che indicano le location adibite) e dovendo pubblicizzare l’evento, rizzando le orecchie, si dovrebbe capire con il giusto preavviso quale vendita si svolgerà dove.

Un possibile svantaggio per il consumatore, invece, può risiedere nel rischio di incorrere in truffe – facilitate dalla veloce chiusura del negozio – o nella mancanza di assistenza post-vendita in caso di problemi.

Ci sono però degli accorgimenti e delle precauzioni che possiamo prendere preventivamente: controlliamo fin da subito la data di chiusura del negozio per sapere entro quanto potremo trovare fisicamente il personale addetto. Affidiamoci il più possibile a vendite organizzate da marchi noti, che godano di una solida reputazione al di là della singola iniziativa. E’ utile cercare di sapere chi sia il titolare dell’attività di vendita: conserviamo quindi lo scontrino e portiamolo in Camera di Commercio per una visura semplice.

È utile sapere poi che l’ente a cui rivolgersi per denunciare un falso o se si incorre in una liquidazione “vendi e fuggi” è la polizia annonaria, che ha il potere di chiudere il negozio irregolare. Non bisogna dimenticare infatti che i diritti dei consumatori che acquistano presso un negozio temporaneo sono infatti gli stessi che derivano dalla compravendita presso negozi ordinari.

Per chi abbia invece inclinazioni tecnologiche e preferisca i business online, sappiate che i temporary shop esistono e funzionano anche sul Web, seguendo esattamente le stesse dinamiche, che vanno ad aggiungersi a quelle dell’e-commerce – che ormai ha definitivamente preso piede nel nostro paese.

In questo caso, per fare promozione, è utile aggiungere un blog al proprio sito, attraverso il quale fare promozione anticipata relativamente alla successiva vendita.

Se davvero siete intenzionati ad aprire un vostro temporary shop, sappiate che ci sono agenzie nate per assistervi, fornendo consulenza e supporto riguardo

- scelta della location
- ideazione del negozio
- arredamento ed allestimento dello spazio
- suggerimenti sulla gestione del negozio
- promozione dell’evento
- organizzazione/formazione del personale di vendita
- supporto con gli aspetti burocratici
- organizzazione del catering per l’inaugurazione

se disponete quindi di uno spazio libero e ben posizionato, facendovi assistere in una fase iniziale o in seguito promozionale, potreste testare la vostra capacità imprenditoriale in questo tipo di compravendita facendo seguire un temporary shop all’altro, un genere di prodotti all’altro.

Se invece siete titolari di un’agenzia di comunicazione, pubblicitaria o organizzate eventi, potreste pensare di differenziare la vostra offerta di servizi dedicandovi ai temporary shop.

Per concludere, vi segnaliamo che è nata anche un’associazione chiamata Assotemporary che vuole raccogliere sia i proprietari delle location che gli esercenti, fornendo assistenza a coloro che vogliano intraprendere questa nuova via.

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