lunedì 29 novembre 2010

Il mondo invecchia? Assistiamolo.


Già da molto tempo si parla dell’invecchiamento della popolazione italiana. Chi, però, ha realmente pensato di entrate in questo campo per farne una professione? Tutti possono infatti intraprendere il lavoro di “assistente agli anziani”, senza alcun limite di età e senza che venga richiesto alcun titolo di studio.

Ci sono vari corsi di formazione che permettono di acquisire un preciso profilo professionale, in modo da presentarsi preparati: servono infatti conoscenze sugli aspetti fondamentali della cura dell’anziano e/o del malato, dei comportamenti etici da seguire e della responsabilità del proprio ruolo rispetto all’anziano e/o malato.

E’ importante avere una buona conoscenza delle problematiche relative alla senilità, non solo per poter interfacciarsi meglio con l’assistito, ma anche per essere davvero in grado di gestire la situazione. Pensiamo all’igiene personale, alla capacità di individuare malattie e di segnalarle, all’igiene ed alla gestione della casa e delle spese, del tempo libero, piuttosto che alla più complessa assistenza ai portatori di handicap, alla capacità di adottare i comportamenti giusti in caso di emergenza.

Parte importante di questo mestiere consiste anche nello sviluppo della socializzazione dell’anziano, accompagnandolo o aiutandolo ad intrattenere contatti con il quartiere o con i centri presenti sul territorio di riferimento.

Ecco dove trovare corsi per specializzarvi in questo campo.

lunedì 22 novembre 2010

Intervista a Gianluca Gaiardoni



Oggi parliamo con Gianluca Gaiardoni, che ha cambiato diversi ruoli e settori.

Ciao Gianluca, grazie per il tempo che ci dedichi.
Puoi dirci quanti anni hai ed il tuo livello di istruzione?

Buongiorno a tutti, ho 33 anni e dopo l’istituto tecnico mi sono specializzato in informatica.

Ci dicevi di avere diverse esperienza di lavoro e di aver dovuto affrontare momenti difficili come la cassa integrazione…

Si, dopo gli studi ho lavorato in varie aziende e mi sono ritrovato anche nella difficile situazione della cassa integrazione. E’ stata dura. Facevo fatica ad arrivare a fine mese.

Come sei riuscito a superare il momento? Cosa è successo?

Fortunatamente ho trovato un nuovo impiego presso l’azienda per cui lavoro tuttora. Mi sono dato da fare, non ho mollato ed ho cercato opportunità di lavoro usando i più noti portali che pubblicano ricerche. Ho utilizzato anche i social network come Linkedin. Alla fine ho trovato lavoro rispondendo ad un annuncio.

Quali cambiamenti hai dovuto affrontare?

Ho dovuto cambiare sia ruolo che settore. Prima lavoravo nell’abbigliamento, mentre ora opero nell’ambito degli strumenti musicali. Prima ero in una multinazionale, dove fornivo assistenza a 80 centri. Ora invece opero in un’azienda più piccola e mi occupo di dati e statistiche all’interno del CED.

Quanto è stato difficile cambiare?

Abbastanza: bisogna prendere dimestichezza con quello che tratta l’azienda. Sono un musicista autodidatta, ma lavorare in un settore non è come essere appassionati del genere. Bisogna capire bene il business aziendale, i prodotti ed i prezzi.
Inoltre sono arrivato nel momento in cui c’è stato un cambio nei sistemi informativi aziendali, nel gestionale, quindi ho dovuto imparare ad utilizzare nuovi strumenti informatici.

Ti piace il tuo nuovo lavoro?

Il settore è interessante. Ma avrei preferito continuare con quello che facevo prima. Mi sono adattato.

In quanti settori hai lavorato?

In effetti ho fatto diverse cose, dal bidello delle scuole medie allo spedizioniere, passando attraverso diverse multinazionali. I settori in cui ho lavorato sono stati quelli degli accessori per computer, dell’abbigliamento e della musica.
E’ molto importante essere flessibili e disposti ad imparare ed a mettersi in gioco.

Tante cose in effetti… Cambiare ti piace?

Cerco di utilizzare gli insegnamenti e l’esperienza che mi faccio in ogni ruolo ed in ogni settore. L’intento di questi cambiamenti, al di là della situazione di crisi in cui mi sono trovato, è sempre stato quello di migliorare non solo la mia situazione economica, ma soprattutto l’ambiente lavorativo. Per me l’ambiente conta molto, forse più dei guadagni. Mi sono trovato in una situazione in cui il management aziendale non era sereno, c’era molta tensione, e da lì a poco anche i rapporti tra colleghi si sono inaspriti. Questa situazione mi ha costretto a cercarmi un lavoro diverso.
Non è stato facile prendere la decisione di cercare e cambiare. Come si dice “si sa cosa lasci ma non quel che trovi”. Impari veramente come è un’azienda solo quando sei dentro.

Hai mai preso in considerazione il lavoro autonomo?

Si, ne abbiamo parlato con amici, ma alla fine non è così facile. Avevamo pensato di prendere un’attività già avviata, ma non c’è mai garanzia sufficiente. Anche se l’attività è già funzionante, devi funzionare tu come gestore d’impresa. Siamo sempre stati frenati dal dubbio di fare il passo più lungo della gamba. Anche il necessario e consistente investimento iniziale ci ha bloccato.

Quali attività avreste voluto intraprendere?

Ci eravamo informati per aprire un negozio di assistenza per pc o per attività più classiche come un’edicola o un negozio di giocattoli.

Che consiglio ti sentiresti di dare a chi cerca lavoro, a chi cerca di ricominciare?

Di cercare di adattarsi. Io ho cercato di farlo. Di non aver paura di rimboccarsi le maniche e sporcarsi le mani. Bisogna cercare e cercare. I motori di ricerca ed i portali che pubblicano annunci sono utili, bisogna rispondere agli annunci di lavoro.

Gianluca grazie per questa intervista, che racconta una storia positiva. Ti auguriamo di poter proseguire su questa strada o di poter cambiare ma nella direzione che preferisci.

Anche voi potreste raccontarci la vostra storia. Aspettiamo volontari!


Scriveteci a blog.hrservicesnet@gmail.com

lunedì 15 novembre 2010

Intervista a Simona Manetti: I consigli di una donna super sprint over 40


Simona Manetti nasce come laureata in filosofia con l’idea di fare la psicologa. Un sogno che in realtà non realizza: dovendo lavorare, finisce infatti in una piccola società di pubblicità, dove impara il mestiere ma capisce che l’informatica e le richieste specializzazioni non fanno per lei.

Dopo importanti esperienze nella ricerca e selezione del personale presso agenzie, si rende conto che non è possibile fare consulenza senza prima aver lavorato in azienda. Comincia quindi le proprie esperienze presso aziende food di primaria importanza, dapprima a tempo determinato, poi con una vera e propria assunzione.

Scopre che anche all’interno di ambienti molto competitivi come le multinazionali è possibile lavorare in team ad in sintonia con persone che ricoprono ruoli simili.

Le viene data la possibilità di sviluppare progetti internazionali, di mettere in piedi una vera e propria “university aziendale” per cui comincia a viaggiare in tutta Europa.

Da lì il passo alla collaborazione con università è stato breve. Lavora quindi in Bocconi, dapprima su un progetto per lo studio di un modello per l’orientamento degli studenti universitari al momento dell’uscita, poi per lo sviluppo internazionale del brand universitario.

Desiderosa di cambiare rotta, torna alla passione originale, che riesce a declinare con la propria esperienza presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano: il modello di education applicato prevedeva infatti che il medico dovesse essere anche uno psicologo, che si studiassero quindi non solo medicina, ma anche psicologia e filosofia.

Dopo queste importanti esperienze, decide di fuggire dalle burocrazie e dalle lotte di potere interne che frenano l’iniziativa e di mettersi in proprio. Riprende tutto in mano e si da alla consulenza. Decide di focalizzarsi sul talento e sul problema del mobbing.

Oggi la incontriamo.

Buongiorno sig.ra Manetti, è un piacere parlare con lei, grazie del tempo che ci dedica.
Buongiorno e grazie a voi!

Di che cosa si sta occupando ora?
Continuo nella mia attività di consulente come HR manager, mi rivolgo in particolare ai giovani e svolgo ricerca e selezione del personale.
Nel tempo libero faccio la docente e sono un’appassionata di cani, comunicazione non verbale e cross cultural management.

Ci diceva di essersi messa in proprio a partire da metà 2008.
E’soddisfatta economicamente?
Come per tutti questo non è un ottimo momento. Fortunatamente ho lavorato tanto prima, per cui ci si domanda se realmente serva un reddito così alto o se ci si possa permettere di guardare alla qualità della vita, rinunciando ad entrate maggiori per guadagnare in salute.
Oggi guadagno meno, è innegabile, ma non mi serve molto di più.
Se il delta è tale per cui lo stress è troppo, allora tanto vale cambiare.
Lavorare all’interno di un’azienda da sicurezza e soldi, ma cosa ti chiede in cambio?
A 46 anni avrei potuto ricollocarmi in azienda o università, ma costo tanto e non sono “facile da gestire”. La testa vale l’idea.
Un 33enne è giovane, deve farsi esperienza, ma quando si è più adulti non sono certa che ne valga la pena.
Non ha nemmeno senso venire assunto senza che ci sia un progetto reale sulla persona, un budget adeguato per realizzare progetti di livello.
Non bisogna entrare in azienda in modo indefinito. Si deve capire bene che cosa si andrà a fare e con chi si lavorerà.

Guardando alla sua attività, lei ha scelto di focalizzarsi.
Consiglia quindi di specializzarsi o di fare di tutto un po’?
Mentre quando lavoravo in azienda non c’era molta inventiva, in università mi è capitato di realizzare tanti progetti che richiedevano l’ideazione del concept stesso.
Un problema nel piazzare gli studenti oggi, sta proprio nel grado di sviluppo della loro creatività.
Guardando alla mi esperienza quindi, fare tante cose diverse è servito per stimolare la mia creatività e per permettermi di imparare.
Fermandomi ed analizzando il mio percorso ne ho però identificato il filo conduttore, che è la persona, ed ho quindi deciso di dedicarmi a quello.
Ho capito che non avrei potuto ad esempio fare marketing, perchè mi interessano le persone e la comunicazione, non i prodotti o i servizi aziendali.
Certo, non è semplice portare avanti le proprie passioni, parlo di talenti in tempi in cui le aziende chiudono…
Il trucco però consiste nel non dare tutto per scontato. Non va tutto male.
L’età ti da la capacità di negoziare, un’esperienza forte, il disincanto che aiuta.
Se a 40 anni si sceglie qualcosa lo si fa per passione. E’ diverso rispetto ai giovani che devono cominciare e fare assolutamente esperienza.

Come si propone oggi alle aziende?
Se l’azienda mi conosce allora mi chiama come possibile consulente che arriva e sistema. Ma in effetti il problema della selezione aziendale esiste: oggi le selezioni sono in mano a ragazzi giovani, che in un contesto di posizioni liquide non hanno idea di chi io sia e che esperienze abbia fatto.

Come suggerisce di scrivere il CV?
Bisogna mirare al settore dell’azienda ed il più possibile all’interlocutore.

Quanto crede che ci sia il rischio di essere identificati con l’ultimo ruolo ricoperto?
C’è il rischio assolutamente. A 40 anni è molto più difficile fare capire il proprio CV. Chi fa recruiting di massa non lo guarda in realtà. La via alternativa consigliata è scrivere diversi CV, con approcci diversi a seconda del settore a cui ci si rivolge o cambiare obiettivo.

Lei che si occupa di selezione, in quanto tempo direbbe che ci si possa ricollocare oggi?
Come dirigente direi o subito o mai. Bisogna sempre adattarsi. In tutto, non solo nel lavoro. Un amico titolare di una società di HeadHunting ha dovuto chiudere ed è andato a fare consulente in un’altra città inventandosi da zero. La flessibilità è quella che fa sopravvivere. Mio padre ha lavorato 35 anni per la stessa azienda sempre facendo la stessa cosa.
Se ti reinventi ti collochi meglio. Il trucco è lavorare tanto con qualcuno che ti fa imparare e riuscire a capire che cosa ti piace fare.

Quanto crede che conti la localizzazione geografica nella ricollocazione?
Sicuramente ha un peso, ma oggi la rete, se ben usata. è una forza unica. Puoi chiamare in America a costo zero, Internet ti permette di entrare in contatto con persone potenzialmente interessanti con cui potrebbero svilupparsi progetti.
Non bisogna mai fermarsi. Chiusa una porta se ne aprirà un'altra, più o meno difficile che sia.

Per finire, che consiglio si sente di dare alle donne over 40?
Alle donne in gamba over 40, direi di non perdersi d’animo, guardarsi dentro e guardarsi intorno e cogliere l’occasione. Non è facile, è un mondo di uomini. Ma chi non ama il velinismo ed è in gamba ha delle chances. Scegliete il lavoro che vi piace dentro o fuori l’azienda e che sia un lavoro di qualità.
Potremmo fare il club delle 40-50enni bruttine ma che hanno le palle!

Signora Manetti, lei è un vulcano di idee!
La ringraziamo per la testimonianza e le auguriamo tutto il meglio.

lunedì 8 novembre 2010

Grafologia e disegno infantile

Foto by chichi

Se la psicologia ed in particolare lo studio della grafia vi interessano, potreste decidere di specializzarvi in questo campo.

Quello del grafologo non è certo un mestiere che si possa improvvisare. Per poter diventare professionisti, è necessario sostenere studi triennali complessi.

Per chi si trovi però in una condizione precaria, pensiamo ad esempio agli insegnanti, questa potrebbe essere un’idea per dare una svolta alla propria professionalità.

Uno dei percorsi possibili di specializzazione, riguarda infatti la grafologia dell’età evolutiva, quella cioè dedicata a bambini e ragazzi così come la capacità di capire il miglior orientamento scolastico per il ragazzo, possono essere apporti significativi che il grafologo può dare alle famiglie dei ragazzi ma non solo. Pensando all’ambiente scuola, non solo i genitori si rivolgono infatti sempre più ai grafologi per avere una consulenza, ma lo stesso fanno anche insegnanti e presidi di istituti.

Diverse associazioni professionali di grafologia sono poi state recentemente inserite nell’elenco delle Associazioni di professionisti senza albo ai sensi del dlg 206/2007. Si tratta di un passo avanti notevole, di una legittimazione di alto livello che pone la professione di grafologo tra quelle emergenti nella Comunità europea aderenti ad un corpus di norme comuni su istruzione, standard professionali, codici di etica professionale e formazione obbligatoria continua.

Ecco dove trovare maggiori informazioni in materia:
http://www.arigrafmilano.it/
http://www.grafologiamoretti.it/corsi.asp

martedì 2 novembre 2010

Restauratore di antiquariato

Foto by Clod79

Forse non tutti sanno che anche i restauratori si possono specializzare. Diversi oggetti, infatti, possono aver bisogno di restauro: oltre ai classici mobili, pensiamo a libri, dipinti su tela e su tavola, doratura, tappeti e tessuti antichi, cornici o porcellane.


Tutti sanno, invece, che a meno di non voler combinare pasticci peggiori del danno originale, il mestiere di restauratore non si improvvisa, ma richiede tecnica, preparazione e metodologia. Una predisposizione artistica può in questo caso fare la differenza, ma non bisogna farsi scoraggiare ed ugualmente ci si può avvicinare alla professione anche senza essere pittori o scultori.

Per diventare restauratori è possibile infatti seguire corsi di formazione, che vanno da quello amatoriale a quello più professionale.

E’ bene infatti conoscere le basi di storia dell’arte e storia del design. Se possibile, meglio quindi seguire lezioni di docenti che appartengano al mondo della storia dell’arte, come professori universitari, periti settoriali, ricercatori, antiquari specialisti, esperti di case d'asta e restauratori.

Ci si può poi rivolgere ai musei, dove vengono organizzate giornate di corso che mirano a presentare le diverse possibilità pratiche ed i metodi scientifici più validi per riconoscere l’autenticità di oggetti e materiali.

Non è quindi un mestiere semplice come possa sembrare a prima vista, ma se avete una buona manualità e siete appassionati di oggetti antichi e d’arte, potreste davvero pensare di dedicarvi a questa professione.

Vi segnaliamo alcuni corsi di formazione:

http://www.lavoro-formazione.it/ricerca_lavoro/corsi_di_restauro.html
http://www.quaeante.it/
http://www.domusantiqua.eu/
http://restauroefantasia.wordpress.com/  
http://www.corsincitta.it/corsi/corso_di_formazione_per_antiquario_e_restauratore_di_mobili_a_distanza_1227247059.asp

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