giovedì 5 maggio 2011

Me ne lavo la macchina


E’ sabato mattina, nel pomeriggio abbiamo un matrimonio e la macchina è troppo sporca... devo correre a lavarla!


Si, ma dove? E quanto mi costa?

Se vivete in città, soprattutto in Italia settentrionale, saprete che potete sempre contare – anche in caso di urgenza – sui servizi di autolavaggio self-service. Quante volte vi è tornato utile e quante volte avete trovato la fila?

Quello del lavaggio delle auto self-service può essere un business interessante sebbene forse non alla portata di tutti.

Sapete già come funziona: ci si reca presso lo spazio dedicato, si acquistano i gettoni che tipicamente costano 0,5 euro e permettono di ottenere l’erogazione di alcuni minuti di prodotto e si utilizzano le lance per lavare la propria macchina in modalità self-service.

Si stima che in media si utilizzano 5 o 6 gettoni, ma se la macchina dovesse essere particolarmente sporca o voi molto esigenti, si potrebbe arrivare anche ad un numero di gettoni più elevato.

Oltre o in sostituzione delle lance, alcuni autolavaggi automatici prevedono l’opzione “spazzoloni”, che siamo più soliti trovare presso benzinai o stazioni di servizio. In questo caso l’utente non deve lavare direttamente la macchina, che invece verrà trasportata automaticamente attraverso il portale erogante acqua, sapone ed infine aria per l’asciugatura.

Cosa comporta nella pratica dei fatti mettersi in proprio aprendo questo genere di attività?

Non occorre nessuna licenza commerciale, servono però le dichiarazioni di conformità per acque, scarichi, rumore e naturalmente bisogna mettersi in regola con la sicurezza. Oltre a questi aspetti burocratici, lo scoglio da affrontare è la necessità di capitali (80/100 mila euro) richiesti dalla necessità di trovare un terreno che possa ospitare l’attività e di acquisto degli impianti.

Se non si possiede, il terreno può essere affittato o preso in locazione. Come per molti altri progetti di cui abbiamo parlato, la posizione dell’attività sarà fondamentale. Meglio posizionarsi vicino a centri commerciali o zone residenziali molto popolose.

Un’alternativa che può aiutare, è poi quella di far partire l’attività in modalità franchising: esistono infatti diverse società che progettano e costruiscono questo tipo di attività, permettendo di acquisire il know-how necessario per far partire il tutto. Che cosa serve?

In genere un impianto prevede quattro box per il lavaggio coperto, più almeno uno scoperto. A fianco di questi ci saranno altrettante colonne con i sistemi di aspirazione e lucidatura dell’interno della macchina. Per offrire un maggior numero di servizi ai propri clienti, alcuni gestori si sono organizzati aggiungendo prodotti o servizi accessori oppure addirittura distributori di snack e bibite per alleggerire l’attesa dal lavaggio.

L’investimento economico varierà quindi molto a seconda dei servizi e prodotti proposti.

Detto questo, dal punto di vista della gestione e delle entrate il business risulta davvero molto interessante (il guadagno stimato si aggira intorno al 35-40% dell’incasso), se si considera che non è necessaria la presenza fisica sul posto del proprietario. Certo, si dovrà organizzare un controllo costante ed un rifornimento dei prodotti, che comunque può essere organizzato con facilità.

La buona riuscita dell’impresa deriva dalle caratteristiche stesse dell’attività: disponibile 24 ore su 24, fai-da-te, semplice da utilizzare (molti clienti sono anche donne), veloce, economico e per taluni anche divertente!

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