lunedì 26 luglio 2010

Marketing + Negozio = Visual Merchandising

Foto by thinkretail

Una delle figure più ricercate del momento sembra essere il Visual Merchandiser, ovvero colui che aiuta il negoziante nella ottimizzazione di tutte le possibilità offerte dalla vendita visiva all’interno dello spazio vendita: grazie a questa figura ogni prodotto si troverà al posto giusto rispetto al cliente che entra nel negozio, ed avrà il giusto prezzo.

La collocazione delle merci all'interno di un punto vendita sappiamo infatti essere una delle leve fondamentali che permettono al commerciante di rendere il più possibile autosufficiente il cliente, lasciandolo scegliere in autonomia i prodotti che cerca senza dover eseguire inutili peregrinazioni all’interno del punto vendita.

Quella del Visual Merchandiser è una professione che può essere svolta anche da persone mature, con esperianza, e che segue regole precise: richiede infatti lo studio di diversi fattori come ad esempio

- l’analisi della propria offerta e di quella della concorrenza in modo da differenziarsi e definire un proprio stile
- l’aggregazione di prodotti dalle merceologie complementari
- la definizione del percorso che il cliente effettuerà all’interno del punto vendita, che tenga conto dell’illuminazione, dei tempi morti, della presenza del personale addetto
- lo studio di punti display in cui vengono presentati prodotti da evidenziare e promozioni del momento e la scelta delle attrezzature necessarie
- l’allestimento della vetrina

Se ritenete che tutto questo possa essere per voi interessante, sappiate che esistono numerosi CORSI che preparano in materia.

1 commento:

  1. Ho trovato questo blog non più di due mituti fa e proprio sul post del Visual Merchandising;sembra fatto apposta. Il commento potrà sembrare critico ma è solo il frutto di anni di lavoro es esperienze vissute.
    Io sono una Visual Merchandiser con più di 15 anni di esperienza soprattutto nel settore Arredamento; l'attività di Visual è una delle attività creative più belle all'interno delle diverse declinazioni dei settori di impiego.
    Si legge molto su questa nuova professione che nuova non è, ma la cruda realtà non è proprio questa. Intendo dire che se, a Milano e hinterland può essere una professione ricercata, da Firenze in giù, anche i maggiori operatori commerciali non sanno neanche cosa sia, anzi, un titolare di una catena commerciale non penserebbe mai di fare un contratto ad una persona esterna per allestire le vetrine o studiare i layout per una esposizione corretta; per questo c'è già la commessa sottopagata.
    Per quelle aziende nazionali in cui invece esiste una figura del genere, si tende a preferire il giovane ventottenne, magari single, per avere contemporaneamente la mobilità sul territorio. E' chiaro che una donna di 43 anni con esperienza con me è già tagliata fuori dal giro, aggiungo con figli, quindi peggio.
    Potrei continuare, aggiungendo corsi di vetrinistica, frequentati, aggiornamenti ripetuti, una laurea in architettura ed inglese imparato per l'occasione.
    Termino dicendo che solo Ikea e relativamente mOndoconvenienza hanno una staff di vetrinisti fissi, ma dalle vecchie contrattazioni a tempo indeterminato siamo ormai passati alla presenza numerosa di stagisti che non possono essere paragonati per esperienza e competenze ai "vecchi collaboratori a tempo pieno".
    Ultimo: ieri ho ricevuto una convocazione per un colloquio da Primo Visual, a Imola....
    tutto torna con un pochino di amarezza!
    ff

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