venerdì 1 aprile 2011

Oggi il business è temporary



La comparsa dei negozi temporanei – i cosiddetti temporary shop – in Italia, risale già ad alcuni anni fa. Diffusi soprattutto a Milano, stanno pian piano prendendo piede anche in altre città e Regioni d’Italia.

Ma che cosa è un temporary shop?

Si tratta di un negozio che viene aperto per un periodo di tempo ben preciso - che può essere un mese, una settimana o anche solo un giorno - per offrire prodotti specifici o particolari.

Molto meno impegnativo di un negozio tradizionale, gioca sull’effetto sorpresa e su varie leve di marketing tanto da avere spesso un contatore o un orologio ben evidente all’interno dello spazio, per calcolare quanto tempo manchi alla chiusura del negozio stesso.

Come tante altre tendenze, anche questa arriva in Italia direttamente dagli Stati Uniti, dove si tratta ormai di una tendenza consolidata tanto da fare nascere e morire negozietti quasi esclusivamente durante periodi di festa che prevedono l’acquisto di regali o oggetti speciali, come Natale o Halloween.

Che cosa serve dunque per poter aprire un temporary shop?

Oltre al tempo per dedicarsi al progetto, serve innanzi tutto trovare uno spazio, una location, di proprietà o meno, che ospiti il negozio. Su Milano esistono ormai agenzie che offrono spazi dedicati a questo scopo. In questo caso non si parla di affitto ma di contratto di servizio, molto più semplice e conveniente.

Serve poi pubblicizzare il negozio in maniera massiccia. Oltre a studiare bene la posizione dello spazio, preferendo una zona ricca di esercizi commerciali e di vita sociale, è bene far apparire la vendita come un evento unico e irripetibile.

Dietro questa tendenza, che sicuramente rispecchia anche una dinamica del mercato attuale incostante e se vogliamo senza più regole precise, si cela anche un vero e proprio strumento di comunicazione e marketing per le aziende.

Creando un happening immancabile, dando al cliente la sensazione di partecipare a qualcosa di speciale, si fa leva non tanto su un discorso di fidelizzazione, bensì su una tensione di acquisto compulsivo e sulla vanità che spinge a poter dire “io c’ero!”.

Naturalmente per poter far questo è necessario mettere a punto il negozio studiandone tutti i minimi particolari, con un’attenzione professionale ad esempio per il visual merchandising.

Il temporary shop può poi essere utile all’azienda per testare nuovi prodotti prima dell’immissione sul mercato.

I vantaggi dal punto di vista aziendale – da notare che un’azienda può partecipare anche in qualità di sponsor di un evento/negozio – sono dunque chiari.

Ma quali sono i vantaggi o gli svantaggi per il consumatore?

I temporary shop offrono prezzi più bassi di quelli che si troverebbero in negozi normali.

Questo è il primo e più importante punto di forza di queste iniziative, che si aggiunge alla novità o all’originalità dei prodotti in vendita, quindi alla possibilità di possedere qualcosa di unico e di partecipare divertendosi – come dicevamo - ad un evento.

Se vogliamo paragonarli ad un outlet, che di norma presenta prezzi altrettanto più bassi rispetto alla media, vediamo che mentre gli outlet offrono beni di collezioni precedenti (pensiamo ai capi di abbigliamento), i temporary shop danno la possibilità di acquistare capi della collezione attuale, nuovi e senza difetti di fabbrica.

Il trucco sta appunto nel creare una lotta contro il tempo per accaparrasi i pochi pezzi disponibili.

Ed alle volte non è per nulla semplice per il consumatore, dato che non è possibile prevedere con certezza dove spunterà il negozio temporaneo. In certe zone di Milano è ormai chiaro che certe location sono adibite a questo scopo (su Internet troviamo anche siti che indicano le location adibite) e dovendo pubblicizzare l’evento, rizzando le orecchie, si dovrebbe capire con il giusto preavviso quale vendita si svolgerà dove.

Un possibile svantaggio per il consumatore, invece, può risiedere nel rischio di incorrere in truffe – facilitate dalla veloce chiusura del negozio – o nella mancanza di assistenza post-vendita in caso di problemi.

Ci sono però degli accorgimenti e delle precauzioni che possiamo prendere preventivamente: controlliamo fin da subito la data di chiusura del negozio per sapere entro quanto potremo trovare fisicamente il personale addetto. Affidiamoci il più possibile a vendite organizzate da marchi noti, che godano di una solida reputazione al di là della singola iniziativa. E’ utile cercare di sapere chi sia il titolare dell’attività di vendita: conserviamo quindi lo scontrino e portiamolo in Camera di Commercio per una visura semplice.

È utile sapere poi che l’ente a cui rivolgersi per denunciare un falso o se si incorre in una liquidazione “vendi e fuggi” è la polizia annonaria, che ha il potere di chiudere il negozio irregolare. Non bisogna dimenticare infatti che i diritti dei consumatori che acquistano presso un negozio temporaneo sono infatti gli stessi che derivano dalla compravendita presso negozi ordinari.

Per chi abbia invece inclinazioni tecnologiche e preferisca i business online, sappiate che i temporary shop esistono e funzionano anche sul Web, seguendo esattamente le stesse dinamiche, che vanno ad aggiungersi a quelle dell’e-commerce – che ormai ha definitivamente preso piede nel nostro paese.

In questo caso, per fare promozione, è utile aggiungere un blog al proprio sito, attraverso il quale fare promozione anticipata relativamente alla successiva vendita.

Se davvero siete intenzionati ad aprire un vostro temporary shop, sappiate che ci sono agenzie nate per assistervi, fornendo consulenza e supporto riguardo

- scelta della location
- ideazione del negozio
- arredamento ed allestimento dello spazio
- suggerimenti sulla gestione del negozio
- promozione dell’evento
- organizzazione/formazione del personale di vendita
- supporto con gli aspetti burocratici
- organizzazione del catering per l’inaugurazione

se disponete quindi di uno spazio libero e ben posizionato, facendovi assistere in una fase iniziale o in seguito promozionale, potreste testare la vostra capacità imprenditoriale in questo tipo di compravendita facendo seguire un temporary shop all’altro, un genere di prodotti all’altro.

Se invece siete titolari di un’agenzia di comunicazione, pubblicitaria o organizzate eventi, potreste pensare di differenziare la vostra offerta di servizi dedicandovi ai temporary shop.

Per concludere, vi segnaliamo che è nata anche un’associazione chiamata Assotemporary che vuole raccogliere sia i proprietari delle location che gli esercenti, fornendo assistenza a coloro che vogliano intraprendere questa nuova via.

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