martedì 4 maggio 2010

Coworking: diverse esigenze, una sola scrivania


Nata in California nel 2005 grazie all’informatico Brad Neuberg stanco di lavorare sui tavolini Starbucks, la pratica del Coworking ha rapidamente preso piede anche nelle metropoli italiane (ad oggi Milano, Roma, Bologna).
Ma che cosa significa Coworking ed a chi può interessare?
Si tratta, come dice il nome, di un servizio di condivisione della scrivania. Ormai diffuso con tanto di logo e struttura franchising, il servizio permette di accedere a locali organizzati con postazioni individuali, Internet, scanner, stampanti, tavoli tecnici e di affittare un proprio spazio, anche per periodi molto brevi, come un giorno o due. Poco dispendioso (10 euro per un giorno, 50 euro per tre), risulta ideale ad esempio per coloro che viaggiano ed hanno bisogno di appoggiarsi temporaneamente ad una scrivania, per coloro che normalmente lavorano da casa, ma che necessitino di un ufficio temporaneo diverso, oppure per coloro che all’inizio dell’attività non si possono permettere il vero e proprio affitto di un locale.
In realtà questo tipo di attività, dal punto vista di chi affitta il locale e gestisce il servizio, non è particolarmente redditizia, si tratta cioè di un’attività sostenibile. Ci sono però beni immateriali condivisi, oltre alla scrivania, che non vanno sottovalutati: si ha una condivisione di competenze, know-how e contatti… quindi chissà, da cosa può sempre nascere cosa.

In Italia:

Bologna:
La Pillola400

Milano:
Coworking Milano

Roma:
7Th Floor

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