giovedì 13 maggio 2010

Oggi parliamo di Mobbing


Con una circolare del 17 dicembre 2003 l'INAIL riconosce il mobbing come causa di infortunio sul lavoro. Un'iniziativa che segue di qualche anno il riconoscimento del mobbing come malattia professionale in altre nazioni europee come Svezia (1993) e Francia (2000) dove peraltro viene anche perseguito il dipendente che simula tale affezione.

Ma quello che ancora manca nel nostro paese è un approccio rigoroso al problema: all'estero molte società si stanno muovendo con attività formative e contratti integrativi finalizzati alla risoluzione del problema mobbing, che, in molti casi, per l'azienda ha un costo economico molto elevato.

La parola mobbing deriva dal verbo inglese to mob (assalire con violenza) preso in prestito dall'etologia (dove venne introdotto da Konrad Lorenz) che lo utilizza per indicare il comportamento aggressivo di alcune specie di uccelli nei confronti dei loro contendenti che tentano di assalirne il nido.

È ormai ampiamente noto come la violenza sui luoghi di lavoro sia oggi ben diffusa per diversi motivi: per eccesso di competitività, specie in regime di riduzione di posti di lavoro; per riassetto aziendale; per gerarchie troppo rigide, per favoritismi, ecc. Ed è altrettanto noto come l'aggressività, la prevaricazione, il sopruso, l'emarginazione, la non valorizzazione della persona possono creare problemi, disagio, disturbi, malattie.

Fatti che in termini di Economia rappresentano un costo elevato, non solo per la persona-lavoratore, ma soprattutto per l'Ente, l'Impresa, l'Azienda, l'Istituzione e per l'intera società.

Non è tuttavia altrettanto chiaro che l'Impresa per il D.L. 626/94 deve assicurare le misure per la tutela della salute psicofisica e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività privati e pubblici.

Ed ancora non è assolutamente chiaro il vantaggio dell'Impresa nel creare condizioni ottimali nella programmazione, pianificazione,organizzazione e produzione del lavoro.

Secondo Harald Ege (uno dei massimi esperti nel settore) esiste un metodo scientifico per valutare le situazioni di mobbing: Ege utilizza il questionario LIPT (ideato da Heinz Leynmann) che viene considerato valido in tutto il mondo.

Attraverso questa modalità di valutazione è possibile fornire una stima del danno e stabilire l'eventuale risarcimento al dipendente "mobbizzato".


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